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La Traversata Atlantica 2017-05-06T10:18:34+00:00

Dedico questo mio personale diario di bordo al mio equipaggio.

Diario di bordo di Fabio Gabrielli skipper di s/y “nonnaElia”.

 E’ la mia prima traversata oceanica come skipper con la mia barca, sto realizzando il mio sogno cullato in una citta’ che mi stava, giorno dopo giorno, diventando piu’ stretta. Erica, Elena, Stephanie non vi nascondo che in cuor mio nutrivo perplessita’ prima della partenza.  La notte pensavo a come sarebbe andata, a come sarebbe trascorsa la vita di bordo, a come avremmo fatto fronte ad eventuali avarie eccetera. Siamo arrivati ad Antigua e la piu’ grossa parte del merito, spetta a voi, perche’ anche se non lo sapete, e’ stata  la vostra tranquillita e la vostra fiducia a darmi coraggio.

Grazie.

Questi 21 GIORNI, 22 ORE, 15 MINUTI rimarranno impressi nella mia mente per tutta la vita. 

22 Novembre

Sono le ore 14:25 del giorno 22 novembre 1996, sulla banchina della Texaco di Las Palmas c’è il mitico Pedro con le cime di “nonna Elia” in mano, aspetta un mio cenno prima di lanciarle in barca. Non capisco che cosa sto’ provando, so’ solo che si è ingarbugliato un insieme di emozioni difficili da scandire, faccio fatica a non esternare emozione, ma sono lo skipper e mi sforzo di essere freddo, credo si veda, comunque, l’adrenalina che sprizza fuori dai pori.

Di fianco a Pedro, in piedi, c’è Stefano, skipper del “Vassilissa” che ha aspettato l’ultimo momento per passarmi una bottiglia di prosecco con la raccomandazione di stapparla a “metà strada”; lo farò sicuramente. Grazie Stefano, sei uno che capisce queste cose!

E poi c’è Marzia, Marta, Gianni, ed altri amici.

Brenno, Gabri e Stella ci sorvegliano dal gommone con macchina fotografica e occhi lucidi, tutti abbiamo gli occhi lucidi.

Ci si guarda, ci si vorrebbe dire un mare di cose ma non c’è più tempo, ci siamo poi già detto tutto nei giorni scorsi. Ma si può parlare anche con gli occhi e dal gommone arancione i nostri tre amici ci stanno augurando buon vento. E’ ora.

– Molla Pedro !
– Ci vediamo di la.
– Mi raccomando gli appuntamenti radio, ciao a tutti.

Sono le ore 14:25 del giorno 22 novembre 1996 e “nonna Elia” con il suo equipaggio, con motore al minimo, esce dal porto di Las Palmas di Gran Canaria con rotta verso Antigua.

E’ la mia prima traversata oceanica come skipper…..e per giunta con un equipaggio di tre donne alla loro prima traversata, avrò fatto bene? Credo di si, lo sento.

Un equipaggio di tre donne, perché?

Innanzitutto Erica, la mia compagna nella vita. Siamo “coppia” da 18 mesi nel corso dei quali ha navigato con me nel Mediterraneo, esperienze non certo estreme, solo vita di bordo, rudimenti essenziali ma le piace questa vita. Non era mai salita prima su una barca a vela. A piede marino, una certa praticaccia, è entusiasta e non ha paura, forse è incoscienza .

Elena, cara amica e donna molto equilibrata a preso una aspettativa di sei settimane per provare l’emozione di cui tutti parlano sempre e di cui molto si è letto : la traversata di un Oceano. Anche lei ha esperienze solo Mediterranee, è la mia seconda, è brava e scrupolosa, non è incosciente ma assolutamente realista, conosce la vita di bordo e, la cosa per me più importante, si attiene alle regole imposte su una barca per una vita in comune in uno spazio così ristretto. Per me è una garanzia, è il mio braccio destro in barca.

Stephanie è un capitolo a parte. Si è presentata in banchina a Las Palmas :

– Sono Stephanie, amica di Marino, è stato lui a dirmi di provare a chiedervi se mi imbarcate .

Marino è un mio amico velista di Imperia e quindi è già una prima garanzia.

Che forza questa ragazza, ho pensato. Tutta sola a Las Palmas in cerca di un imbarco per i Caraibi……senza esperienza. Per uno come me che crede nelle sensazioni a prima vista, dopo un breve consulto con Erica ed Elena, ho deciso che sarebbe stata la terza donna a bordo.

C’è chi dice che le donne a bordo sono un peso per svariate ragioni; io non ci ho mai creduto ed il seguito mi ha dato ragione.

Fuori dal Porto di Las Palmas c’è poco vento e si procede a motore con randa cazzata al centro per cercare di rollare un po’ meno.

Avevamo già deciso con Ludovico precedentemente che saremmo passati a nord di Gran Canaria e quindi : prua a nord. Ludovico è partito prima di noi ed è avanti di circa 15/20 miglia.

L’umore a bordo è alto, forse non ci si rende conto fino in fondo che siamo partiti per attraversare l’Oceano Atlantico.

ORE 18:00 Chiamo Ludovico sul VHF e ci confermiamo la posizione, tutto OK.

Ludovico, Comandante del “Mareva” l’hò conosciuto a Las Palmas e si è creato subito un certo feeling. Serate sempre insieme a parlare di mare, di progetti, di futuro. Anche lui, come noi, l’unica cosa di cui era sicuro era “andare di la”, il resto rimaneva tutto da costruire. Bé, “andare di la” ci andiamo anche noi e allora perché non partire insieme?

Eccoci quindi, uno davanti all’altro in rotta alla volta degli Alisei.

Ore 19:00

Accendo l’ SSB, funzionerà? Frequenza 14396.

– Brenno, Brenno mi copi? Qui Fabio!
– Ciao Fabio, come sta andando?

Mi copia!! Il mio primo contatto radio. Parlo poi con Ludovico che era in ascolto e con Stefano. Ci salutiamo, ci scambiamo le prime impressioni, ci auguriamo buon vento. Ancora non mi rendo conto di essere partito.

Il mare è lungo, noioso e c’è poco vento. Si procede sempre a motore. Metto sul fuoco un po’ di riso : cerchiamo di stare leggeri, non si sa mai.

Ore 20:20 Vado a dormire in cuccetta. Anche Stephanie, la mia compagna di turno, si corica. Erica ed Elena sono in pozzetto per il primo round di questa grande avventura.

Non riesco a dormire. Il pensiero più frequente è la responsabilità del mio equipaggio che si è completamente abbandonato con fiducia all’esperienza del loro capitano. Sarò all’altezza? In fondo anche per me è la prima traversata da skipper…..stammi vicino e dammi la forza, nonna.

E poi un pensiero a Mauro, marito di Elena, che da Milano ci segue con il costante pensiero. Penso che anche per lui, il sapere sua moglie in mezzo all’Oceano…..una bella fiducia nei miei confronti : stai tranquillo Maurolino, arriveremo ad Antigua.

E poi la mia famiglia, la mia nipotina ; tutti tifano per noi dietro un ‘ansia ed un’ angoscia forse più violente di quella che sto provando io in questo momento.

E la barca reggerà ? E’ un continuo elencare nella mia mente tutto ciò che potrebbe rompersi, usurarsi. E’ un susseguirsi di possibili avarie e, nel caso, come risolverle.

Sicuramente non sono completamente lucido, i timori stanno prendendo il sopravvento alla gioia di essere in mare ; è normale, mi dico.

Domani vedrò il mondo sotto un’altra luce, cerchiamo di dormire ora. Non dormo. Pazienza.

ORE 00:00

Mi svegliano. Tocca a loro dormire.

– Sei pronta Stephanie?

Tento un contatto radio con Stefano, niente.

– Buona notte ragazze, cercate di riposare.

“nonna Elia” procede con randa e motore a 1400 giri ad una velocità di 6 nodi.

23 Novembre

 

Arriva una leggera brezza portante: apriamo lo yankee e la “nonna” prende un passo più stabile. Procediamo con il pilota automatico, con il motore acceso che carica le batterie, non ci sono problemi di consumo elettrico.

Stephanie è tranquilla e sorride. Penso : questa ragazza mi piace.

Chissà cosa stanno pensando Erica e Elena in questo momento. Riuscirò ad infondere loro sicurezza e serenità ? Quante paranoie.

Ognuno è assorto nei propri pensieri.

– Tutto OK Stefi ?

– Tutto OK Fabio.

Sono loro che tranquillizzano me.

ORE 03:00

Svegliamo Erica e Elena.

Mare lungo e poco vento.

Si balla.

Siamo nel canale tra le isole di Gran Canaria e Tenerife in una notte di stelle tra un susseguirsi di “come va?” , “tutto bene?”, “etc.?”.

I turni sono regolari e precisi.

ORE 07:30

Il vento rinforza improvvisamente sui 20/22 nodi. Ammainiamo la randa e procediamo a 6,5 nodi con solo lo yankee. Tengo acceso il motore, so che non ha senso : non siamo in Mediterraneo ed il gasolio è prezioso. Che ne so !!

ORE 08:00

Non ha proprio senso. Spengo il motore, spengo il pilota automatico e mi accingo a dare il via a ” MUSTAFA’ “, il nostro timone a vento. Regola di qui, regola di la: tiene la rotta, funziona.

La mattinata scorre tra sguardi e silenzi. Credo che il mio equipaggio stia sentendo un po’ il mare, ma tutto tace.

ORE 12:00

Contatto radio con Ernesto, amico velista da Milano.

Mi conforta il fatto di potergli parlare. Ernesto era il mio vicino di barca di Imperia, si è costruito con le sue mani uno stupendo Moana 34 e mi ha aiutato ed insegnato ad usare la vetroresina. E’ un amico, ed ora, puntuale, mi sta augurando buon vento dalla terra ferma, controlla i meteo e mi suggerisce la rotta migliore in base alle condizioni di mare e di vento che si stanno spostando di fronte a noi.

Parlo poi con il più noto radioamatore ed amico dei navigatori: Pierluigi. Mi seguirà per tutto l’Atlantico, noi e tutti gli altri amici pazzoidi, annotando posizioni, miglia trascorse, miglia mancanti, etc.

Che uomo! E pensare che è in atto una controversia con lo Stato Italiano perché gli hanno tolto la licenza da radioamatore. Non può parlare con noi ” pirati ” senza licenza, non deve. Se solo si pensasse, per un attimo, a quante vite umane ha salvato in mezzo al mare, a quanto è di conforto per noi barcaioli sentire una voce amica pronta ad ascoltarti in qualunque ora del giorno e della notte, sempre pronto, disinteressatamente, a soddisfare ogni tua richiesta: una telefonata a casa, alla moglie etc…..

Forse questo è uno dei molteplici motivi che mi hanno indotto a lasciare l’Italia. Non certo il fatto in sé ma tutto un sistema che per anni mi ha logorato, un capitolo che non voglio esaminare in queste pagine; fatto sta che sto ora con il naso al vento, con lo sguardo verso l’orizzonte, amico dei gabbiani, amico della vita che, ora, mi sorride; libero finalmente.

– Ludo, Ludo, ci sei ?

Pronta la risposta:

– Ci sono, e quanto si balla!

Ludo lo sento vicino, lo sento amico, sempre di più.

Il pomeriggio trascorre con vento sui 20/25 nodi da nord-est. Sarà l’Aliseo ?Mi sembra di si ma non sono sicuro, eppure quelle nuvole bianche ne sono la prova, non ci capisco niente. Aliseo o no tanto dobbiamo proseguire, andiamo avanti verso Capoverde a trovare un po’ più di caldo. La giornata è fresca e la notte fa un freddo cane. Filiamo con solo yankee a 6,5 nodi.

ORE 20:40

Elena vomita! Ha rotto il ghiaccio. Vomita con eleganza, senza scomporsi tornando subito al suo posto come se niente fosse successo.

ORE 21:00

Il vento aumenta sui 30 nodi e di conseguenza il mare. Si rolla molto e sotto coperta è quasi impossibile stare in piedi. C’è un clima di malessere generale e cerco di scendere solo io per preparare da mangiare o altro, fortunatamente sto bene e mi sento forte, almeno io. Erica, Elena e Stefi scendono solo quando è il loro turno per dormire e si catapultano in cuccetta con la velocità della luce.

ORE 23:45

Mi sveglia Erica, dormivo profondamente.

– Tocca a te.

La sua vocina mi rimbomba nella testa e, senza pensare, il riflesso incondizionato di fare presto mi fa saltare giù dal letto. In navigazioni lunghe ed impegnative il sonno è sacro e i minuti preziosi.

– Buona notte, piccola mia.

24 Novembre

 

ORE 00:00

Faccio il punto: abbiamo percorso 136 miglia nelle 24 ore, mica male.

Notte di vento sui 30/35 nodi e mare grosso. Si rolla come delle bestie ma l’equipaggio è tranquillo. Sono sorpreso, mi stanno passando tutte le ansie ; è sicuramente il constatare che le “mie donne” sono in gamba che mi rassicura. Siamo un equipaggio, ora.

Stiamo arrivando, Antigua.

Durante il turno in pozzetto si controlla l’orizzonte ogni 15/20 minuti per poi riaccucciarsi sotto la cappottina, seduti. La schiena è appoggiata verso prua quindi lo sguardo è fisso sulle grosse onde che arrivano da poppa ad intervalli regolari, una dopo l’altra, ogni tanto una più grossa delle altre : quante volte ho letto sui libri queste condizioni. Ora ci sono dentro.

– Chi me lo ha fatto fare ?

No, non l’ho mai pensato!

ORE 04:25

Ad un certo punto un tonfo in pozzetto. Scatto come un grillo dalla mia cuccetta e intravedo Erica attorcigliata nella scotta della randa in pozzetto. Un onda, quella più grossa delle altre l’aveva scaraventata giù dalla panca! Non si è fatta niente ma in questi momenti ti rendi conto quanto è in agguato il rischio di concludere, in un attimo, la gioia del viaggio e come tutto, in un attimo, può diventare nero e buio come quei pensieri del primo giorno.

ORE 09:00

Uova strapazzate per me. Dieta per il mio equipaggio, hanno le occhiaie e i segni di non stare ancora bene sono evidenti. E’ lo scotto da pagare. Vi voglio bene a tutte e tre.

Il vento è sempre sui 30 nodi ed il mare grosso non cessa. Procediamo sempre con solo lo yankee.

ORE 10:00

– Ludo, Ludo, mi copi ?

– Ciao Fabio, che sheccherata!

Come al solito ci si scambia il punto nave ed impressioni. Stanno bene anche loro. Rollano come dei matti ma procedono; Ludo, Giorgio, Giovanni e Paolo, l’equipaggio del “Mareva”.

ORE 12:00

Contatto giornaliero con Pierluigi : tutto OK. Gli ha telefonato mio padre e mi saluta, contraccambio.

Che ruolo importante la mia famiglia nella mia vita! La loro generosità nei miei confronti, la loro gioia nel sentirmi felice, il loro sforzo nel cercare di farmi capire che sono tranquilli……questo è amore. Non passa giorno che non legga l’ultima loro lettera prima della partenza da Las Palmas e che riporto fedelmente sul mio diario :

Milano novembre 1996

Caro Fabio,

vogliamo dare ancora un saluto a te e Erica. Siamo sicuri che sarà un viaggio eccezionale, pieno di sorprese e di emozioni. Siamo altresì certi che il capitano di “nonna Elia” porterà la sua barca e il suo equipaggio alla meta così tanto desiderata nella più assoluta sicurezza e responsabilità. Noi sappiamo che per te è un sogno che si avvera, inseguito e raggiunto. Noi abbiamo piena fiducia in tutto quello che hai saputo organizzare e soprattutto in te.

Abbiamo visto e constatato che sei pronto e bravo per l’Oceano e gli Alisei, e per questo e per tutto quanto detto prima, noi siamo tranquilli anzi di più, siamo contenti.

Ancora un abbraccio a te, a Erica e un caro saluto a Elena. Ed ora metti la prua al mare, goditi e godetevi fino in fondo questo meraviglioso viaggio.

Arricchite il vostro spirito e i vostri sentimenti.

I nostri cuori sono con nonna Elia

Papà e mamma

Che bene prezioso essere amati e quale senso di potenza e sicurezza ti invade nel constatare che proprio le persone che ami ti sostengono ed hanno fiducia in te. E’ come se fossero qui con me, fanno parte dell’equipaggio.

E la mia sorellina con mia nipote e mio cognato: tutti sono con noi. Tutti concorriamo per la meta che metterà fine alla prima grande tappa di questo mio atavico sogno.

Antigua, stiamo arrivando !

ORE 12:30

Contatto radio con il puntualissimo Ernesto che ci parla da Imperia seduto al carteggio di ” Adele ” il suo Moana.

ORE 14:30

Punto nave: 140 miglia nelle 24 ore. Posizione 25°04′ N – 19°05′ W.

Il pomeriggio passa tranquillo : ancora vento e mare ma sembra stia calando. Il sole riscalda. Elena e Stefi stanno meglio, Erica è ancora sotto sopra. Si rolla ma si avanza.

25 Novembre

ORE 00:30

Siamo di turno io e Stefi, il vento ha ricominciato a soffiare sui 30/35 nodi, per fortuna è al lasco. Il mare è grosso e ogni tanto qualche cresta frange. Abbiamo deciso che è inutile stare svegli in due nel pozzetto ; ci siamo allora armati di sveglia e, mentre uno controlla, l’altro dorme, sempre fuori sulla panca ma disteso, a turno per 45 minuti. Siamo entrambi legati alla life-line e nessuno si azzarda a compiere un qualsiasi movimento fuori dal pozzetto senza avvertire il compagno. Di notte, quando non c’è la luna, tutto assume un aspetto tenebroso. La visuale si limita a pochi metri quadrati, il resto è inchiostro. Avverti i movimenti della barca, senti il respiro dell’Oceano ma l’onda la visualizzi quando ormai è lì, nei pressi di Mustafà.

Internamente il mogano cigola, so che una barca in vetroresina si muove parecchio sotto la spinta delle onde, ma questo costante cigolare dei legni mi danno l’impressione che si stia smontando un armadio o un letto.

Le prese a mare sono chiuse, controlliamo spesso le sentine, teniamo tutto perfettamente sotto controllo. Scendo giù per farmi una tazza di caffè : Elena dorme come un ghiro nel sacco a pelo, Erica è tutta rannicchiata con una mano vicino alla bocca. Avrei voglia di svegliarla per abbracciarla e farle i complimenti per come sta affrontando questa avventura grandiosa con serenità ed entusiasmo ; per come, ed incomincio a rendermene conto, questo stile di vita le piace profondamente e lo sta vivendo dando tutta se stessa e godendo anche delle piccole cose che questa vita semplice sa dare.

Ritorno in pozzetto, quanti pensieri. Tutto ad un tratto ritorno a quando avevo più o meno quindici anni : allora mia nonna Elia era ancora in vita e non si stancava mai di ascoltarmi anche se la musica era sempre la stessa : sognavo ad occhi aperti che un giorno avrei mollato tutto e sarei partito su una barca a vela alla scoperta del mondo. Mia nonna mi stava vicina e mi ascoltava, mi lasciava sognare senza smorzare i miei entusiasmi, anzi con dolcezza sperava per me, per la mia vita da futuro marinaio, per la mia felicità.

Ora ho 40 anni e non so fino a che punto sarebbe stata contenta nel sapermi in mezzo al mare, fatto sta che nel mio cuore io già da allora sapevo che se un giorno avessi posseduto una barca tutta mia si sarebbe chiamata ” nonna Elia “.

La notte passa così, tra ricordi, nostalgie e nodi alla gola.

ORE 09:00

L’Aliseo, credo sia lui, è sempre potente, “nonna Elia” ogni tanto straorza ed entrano schizzi in pozzetto.

ORE 10:00

Contatto radio con Ludo, ci scambiamo le posizioni : incredibile ! Siamo a 30 miglia l’uno dall’altro, così vicini in mezzo ad un Oceano.

Incomincia a fare sempre più caldo durante il giorno, il morale è alto e tutti stiamo veramente bene.

ORE 12:30

Elena ai fornelli : una splendida insalata ricca e colorata, tutti in pozzetto!

Durante il giorno siamo tutti in coperta: si legge, si prende il sole, si fanno spuntini, si chiacchiera. ….Erica si sta limando le unghie.

ORE 14:30

Punto nave : 148 miglia nelle 24 ore.

ORE 18:30

In pentola a pressione sta cuocendo una minestra di lenticchie.

ORE 19:00

Tutti a cena, in pozzetto con il piatto in mano, puntellati un po’ qua, un po’ là, sotto una stellata che ha dell’incredibile.

ORE 21:00

Iniziano i turni: a nanna i primi.

26 Novembre

ORE 03:00

Forse sta calando un po’ il vento, stimo 20/25 nodi sempre da Nord-Est. La luna è piena e riempie il mare di riflessi lasciando a poppa una scia luminosa.

ORE 04:00

Nave in vista ! E’ lontana a poppa, pochi minuti e sparisce.

ORE 09:30

Abbondante colazione a base di tè, uova, marmellata tutti in pozzetto.

Il sole incomincia a scaldare, via le cerate, pantaloncini e maglietta.

ORE 10:00

Appuntamento radio con Ludo. Mi passa, come di consuetudine, la sua posizione : 21°15 N – 21°25 W. La nostra è 21°55 N – 21°58 W. Tutto OK.

ORE 12:00

Provo ad accendere il motore . Fino ad ora non lo abbiamo mai fatto in quanto il generatore eolico caricava alla grande.

Mio Dio, non parte !

Nella mia testa sopravvaluto il problema, penso già ad un atterraggio ad Antigua con solo le vele, e se il vento ci molla, come carico le batterie. Mi calmo. Potrebbe essere che tutto lo sballottare abbia creato una bolla d’aria nel circuito di alimentazione, non è certo la prima volta. Mi tuffo con la testa in quell’infernale vano aggrappato come posso, spurgo la pompa.

– Erica prova a girare la chiave.

Riparte. Meno male.

Ci catapultiamo poi alla radio per i consueti appuntamenti con Ernesto e Pierluigi : tutto OK.

ORE 14:30

138 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 21° 01′ N – 21°52′ W.

Nell’arco del pomeriggio faccio girare il motore per 2,5 ore : non perde un colpo.

Un altro pomeriggio di ozio, ognuno nel suo piccolo mondo.

ORE 20:30

Cena a base di minestra di lenticchie, di avanzi e il dolce.

Siamo tutti e quattro in pozzetto e, possiamo confermare che questa è la prima serata tiepida ; probabilmente siamo entrati nell’Aliseo, quello vero.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

27 Novembre

 

ORE 00:00

Siamo di turno io e Stefi, l’Aliseo è tiepido ed il vento a mollato stabilendosi sui 20 nodi ma il mare è sempre formato. Queste situazioni sono identiche a quelle , che fino a ieri, ho letto , studiato e riletto sui numerosi libri scritti dai giramondo. Abituato ad immaginare, ora posso confrontare, posso anch’io dire la mia.

ORE 08:30

Il vento è calato ancora intorno ai 15 nodi, oggi isseremo la randa perché la velocità è scesa sensibilmente, 5,5 nodi. Anche il mare è calato ma si rolla ugualmente.

10:00 – 11:30 acceso il motore.

Ho deciso, considerando che ho gasolio, di accendere regolarmente il motore una volta al giorno. La giornata si presenta tiepida.

Il serbatoio dell’acqua dolce in prua perde un po’, poca roba, ogni tanto una spugnata in sentina.

Elena è assorta nelle parole crociate, Stefi sonnecchia, Erica sta scrivendo il suo personale diario di bordo.

Il mare si sta calmando e il suo respiro è regolare.

Mustafà fa il suo dovere, è insostituibile! Mi capita spesso di guardarlo di giorno e di notte : non si stanca mai! Ma come si potrebbe pensare di farne a meno ? Certo che le barche di chi predilige le crociere d’altura sono ben diverse dalle barche ” mediterranee “. Timone a vento, pali di acciaio inox a poppa per sostenere il generatore eolico, scalini sull’albero, robuste cappottine, tienti bene dappertutto, teli anti rollio in cuccetta…..probabilmente perderanno di eleganza ma acquisiscono un carattere particolare : diventano case viaggianti autonome capaci di portarti nei vari angoli della terra : che fascino !

Mi sento padrone della mia vita, in 11 metri per 3,40 ho tutto ciò che mi serve per campare, per spostarmi, per decidere in qualunque momento ciò che più mi aggrada : il senso di libertà che mi invade mi dà gioia e ogni istante che passa mi convinco sempre di più di quanto la mia scelta sia stata saggia. Probabilmente questo era il mio destino e oggi è solo l’inizio di una vita da giramondo alla ricerca di non so che cosa, ma perlomeno, cerco.

ORE 14:30

136 miglia nelle 24 ore

Posizione : 19°59 N – 24°02 W.

ORE 16:00

Entriamo in una zona di cielo grigio e con poco vento. Tutti in pozzetto abbiamo intavolato un discorso riguardante i problemi di AIR FRANCE , la compagnia aerea Francese nella quale lavora la nostra Stefi. Tutto ciò tra un biscotto e l’altro e con musica in sottofondo. Sembra di essere in una baita in montagna.

Oramai stiamo diventando una piccola ed affiatata comunità.

Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che imbarcare Stephanie è stata un’ottima pensata: è tranquilla, equilibrata, ottimista. Sono requisiti fondamentali per chi come lei si sta preparando per essere una futura skipper.

ORE 19:00

Cena base di spezzatino con piselli e carne in scatola: orrenda.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

28 Novembre

 

ORE 00:00

IO e Stefi fuori di turno notte tranquilla, 15 nodi di vento e mare poco mosso.

Ad oggi abbiamo alle spalle 842 miglia. Turni regolari e puntuali.

ORE 08:00

EVVIVA! I primi pesci volanti in coperta, eccolo l’Oceano.

ORE 09:00

Colazione: tutti in pozzetto, vento 15 nodi, mare lungo.

ORE 10:00

Contatto radio con Ludo, siamo vicinissimi, strano che non ci si veda, la sua posizione è 19°35′ N – 26°06′ W.

ORE 11:00

La giornata è buona, poco vento e decidiamo di cimentarci nella pesca. Filiamo una lenza di circa 40 metri in nylon da 10, con un terminale di circa 2 metri costituito da un robusto cavetto di acciaio inox con robusta girella. Come esca un cucchiaino della misura di 10 centimetri ed un amo a grappino. Il cavo di nylon passa poi a poppa attraverso il passacime e quindi arrotolato al winch girandolo al contrario: se il pesce abbocca il verricello dovrebbe girare lentamente. Tra il passacavi ed il winch una campanella per avvertirci dei minimi movimenti della lenza.

ORE 11:03

Suono di campanella! In fretta e furia recuperiamo la lenza. 30/20/10/5/2 metri: è sotto la nostra poppa! E’ un bel dorado di circa mezzo metro. Siamo tutti all’estrema poppa per goderci lo spettacolo.

Non ho capito se la poca esperienza o l’emozione…. Fatto sta che, quando oramai lo stavo agguantando con il raffio, la “bestia” è riuscita a divincolarsi e a tuffarsi in mare scomparendo in un attimo.

Fa niente! Vuole dire che ci sono ed abboccano. Giù ancora la lenza, abbiamo voglia di cambiare menu….. e poi pescato da noi.

ORE 13:00

Siamo tutti in pozzetto a pranzo e ci godiamo il sole che incomincia a farsi sentire sulla pelle. Via alle creme di vario tipo.

ORE 14:30

144 miglia nelle 24 ore.

Posizione: 19° 33′ N – 26° 34′ W

ORE 15:00

Sul ponte, in costume, io ed Erica ci prepariamo per il rito “lavaggio della testa”. Asciugamano, shampoo, spazzola, secchio, un’organizzazione perfetta. Qui poi bisogna passare il tempo e quindi anche il semplice lavaggio di testa può durare un’ora e mezza tra gli annessi e connessi.

PASSARE IL TEMPO

Può essere un problema. La giornata in Oceano incomincia molto presto la mattina; alle prime luci dell’alba si è già in pista, magari assonnati, ma la notte è andata lasciando spazio ad una nuova e lunga giornata.

Ci sono momenti in cui si respira nell’aria una grande voglia di arrivare tra tutti noi. Momenti in cui non si sa più letteralmente cosa fare per passare il tempo.

Non ho voglia di parlare, le parole crociate…non ne posso più e poi non riesco mai a finirle ; non mi va di leggere…..oltretutto ho un senso di nausea, che noia questo Atlantico!

Ecco che arriva la noia.

Qui, secondo me, c’è il rischio di incominciare a farsi prendere dal sopravvento della voglia di arrivare piuttosto che godere di ciò che si sta facendo. Si rischia di arrivare a dire ciò che ho già sentito : l’Atlantico, tutto qui ? Questo è un punto di vista. Troppe volte mi sono trovato a disquisire con ” colleghi ” i quali considerano la traversata dell’Oceano una gita da ” Club Mediterrane “. Sono in completo disaccordo ! Traversare l’Oceano Atlantico, anche nella rotta degli Alisei, rimane, a mio parere, sempre un’impresa da non sottovalutare o sminuire. Sei comunque con 3000 metri d’acqua sotto di te e magari 1500 miglia ad est e 1500 ad ovest dalla terra ferma. Sei comunque su un guscio di plastica e se hai una coscienza da capitano, e miglia sulle spalle, sei perfettamente consapevole che in qualunque momento possono succedere una miriade di cose e trovarsi in un attimo alle prese con il panico : è possibile.

Probabilmente chi asserisce il contrario è gente a cui è andata sempre bene e la troppa confidenza può giocarti facendoti sottovalutare ciò che stai facendo.

Con questo non voglio dire di vivere a bordo con le gambe che tremano, questo caso, e succede, capita a chi, al contrario, ha poche miglia sulle spalle e di confidenza non ne ha per niente.

Lo skipper consapevole è la persona che si gode in pieno una traversata ma è attento 24 ore su 24 a ciò che gli stà intorno, a partire dall’equipaggio per finire con l’ultima coppiglia di una draglia.

Sevi sembra esagerato chiamarla ” impresa ” , rimane comunque una fetta di vita che non più si scorderà e questi giorni, magari noiosi, passati tra albe e tramonti, rimarranno impressi nella memoria e, come spesso succede nella vita, li si considererà fino in fondo quando tutto è passato e quando, ormai, rimarrà una bella storia da raccontare agli amici.

Ognuno di noi, poi, in cuor suo, una volta a terra, metterà insieme il collage di tutte le emozioni, i momenti belli e quelli meno divertenti di questi giorni passati in mezzo al mare e tirerà in saccoccia le proprie conclusioni, rifletterà se e quanto gli avrà dato un’esperienza del genere.

Aspettiamo, quindi, a dire che noia o perlomeno riparliamone più avanti, quando tutto sarà finito, quando sarà un ricordo.

Anch’io, talvolta, mi annoio, ma credo di incominciare a capire che fa parte del gioco, come il troppo freddo, il troppo caldo, la stanchezza, il razionamento dell’acqua, la verdura fresca che finisce, un turno sotto i groppi, spazi ristretti, dividersi una cuccetta, il rollio onnipresente…….quando se ne riparlerà a Milano, probabilmente la noia rimarrà uno degli aspetti della traversata ma sarà poi gettata sulla bilancia, quella enorme bilancia che alla fine ti dirà : è stato bello – è stato brutto. Di questo, alla fine, ci si ricorderà.

Magari può succedere che ” una volta basta e avanza ” ma non perché non sia piaciuto. Si può essere marinai anche senza traversare gli Oceani, nello stesso modo…….ma, secondo me, una volta nella vita di chi va per mare, è una emozione che va provata ; se non altro per non continuare a pensare : ” chissà cosa può essere traversare un Oceano “.

ORE 18:30

Suono di campanella !

– Tira su, dai, veloce.

Eccolo, un altro dorado.

– Voilà !

Eccoti sulla coperta. Velocemente agguanto un poderoso coltello ma quando stò per mettere fine alla sofferenza di quel pescione dagli occhi grossi e rotondi, un salto più energico degli altri fa in modo di liberarsi dall’amo e scivolare giù, anche questa volta . Siamo dei pivelli.

ORE 20:00

Cena : pasta corta con sugo al pomodoro e basilico datoci da Dany e Momo in Italia prima di partire. Un brindisi alla loro salute travolti da una serata magica coperta di stelle più brillanti che mai. In pozzetto con il piatto tra le ginocchia e la testa per aria ad osservare le scie luminescenti che si incrociano non dandoci neanche il tempo di esprimere desideri.

Il mio era un unico e grande desiderio : Antigua con il mio equipaggio e la mia barca.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

Vento 15/20 nodi. Si rolla.

29 Novembre

Incomincia il turno mio e di Stefi.

E’ la prima notte che non fa assolutamente freddo. Aliseo tiepido sui 15/020 nodi

ORE 07:30

Cala il vento sui 10 nodi e di conseguenza la nostra velocità : 4 nodi.

Per fortuna lungo la rotta degli Alisei si può contare su una corrente a favore di almeno 1 nodo.

ORE 08:30

Una vela a poppa ! Potrebbe essere Ludovico. Il contatto radio più tardi stabilisce che non era il ” Mareva “. Sarà stato un altro giramondo, chissà.

ORE 09:00 / 10:00

Acceso motore – spento motore

ORE 10:30

Esca a poppa.

ORE 11:30

Approfittiamo di un mare più clemente per fare il pieno al serbatoio del gasolio con le taniche che abbiamo saldamente legato alla battagliola insieme a quelle dell’acqua tenendo conto, ovviamente, dei rispettivi pesi e dell’assetto della barca.

La tecnica per il pieno consiste in questo :

il tappo del serbatoio si trova sotto una panca del pozzetto e di fianco, leggermente alzata, alloggiamo la tanicona. L’imbuto viene equipaggiato di una calza da donna tipo collant per filtrare eventuali impurità. Infiliamo un tubetto di gomma nella tanica, un sorso potente, e giù, in fretta, lo infiliamo nell’invito del serbatoio. Stiamo pi attenti a tenere stretta la tanica affinchè non si rovesci e nel giro di 8/10 minuti circa abbiamo svuotato 30 litri di gasolio.

Ho calcolato che, ad una media di 1400 giri, il Mercedes Nanni di 40 HP consuma 1,7 litri/ora.

200 giri in più, raddoppiano il consumo e l’aumento di velocità è pressochè irrilevante. OK per 1400.

ORE 13:00

Procediamo a farfalla con una mano di terzaroli e lo yankie ; Mustafà tiene la rotta e la velocità è di 4,5 nodi.

ORE 13:30

Suono di campanella !

– Questa volta non mi scappa!.

Missione compiuta. Il coltello conficcato nella nuca mette fine a salti e strilli e, lentamente, le sfumature giallo-oro tipiche dei doradi, sfumano fino a farle diventare un comunissimo pesce grigio scuro.

Chi lo pulisce ?

– Erica, a te questa incombenza, io scendo ai fornelli ed incomincio a preparare.

Dorado con sugo di pomodoro e capperi. Eccezionale !

ORE 14:30

125 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 19°26′ N – 28°46′ W

967 miglia alle spalle. 1 / 3 di Atlantico!

Brindisi con dorado.

ORE 14:40

Suono di campanella !

Il secondo dorado ci viene a trovare a bordo ; stesso rituale, ficchiamo anche quello in padella e lo lessiamo. Già preparata la cena.

ORE 17:45

Suono di campanella !

E cosa ne facciamo di tutto questo pesce ? Questa volta non è un dorado ma assomiglia a un pesce pappagallo. BOH !?

Erica ormai si è guadagnata la nomina di pulitrice ufficiale del pesce.

Meno male è toccato a lei !! Io, il ” Rambo ” di bordo sono l’addetto all’uccisione. La cucina, come al solito, spetta al cuoco di turno o a chi ne ha voglia. Anche questo lo mangeremo a cena insieme al dorado con le patate.

ORE 20:00

Cena da ristorante di prima con ottimo vino imbottigliato, in Italia, da Elena e Mauro.

ORE 21:00

Incominciano i turni. Aliseo debole. Si rolla comunque.

30 Novembre

ORE 00:00

C’è poco vento e siamo in poppa piena. La randa sventa lo yankie. Invece di poggiare, provo a togliere lo yankie e controllo il log. Praticamente perdiamo talmente poco che preferisco così : siamo perfettamente in rotta con il Sig. Mustafà al timone.

La notte passa tiepida tra un turno e l’altro. Niente in vista.

ORE 09:00

La mattinata si presenta grigia, un colore autunnale e con poco vento.

Accendo il motore per due ore.

Ho parlato, come ogni giorno, con Pierluigi, Ernesto e Ludo. Durante l’appuntamento con Pierluigi si crea una “Ruota ” di barcaioli, uno qua, uno là, tutti sparsi in questo grande Oceano. Ci si passa posizioni, impressioni, tecniche per pescare, si parla di cucina, c’è chi l’Oceano lo vive, chi lo subisce. Tutti comunque abbiamo la prua a OVEST.

14:30

108 miglia nelle 24 ore

Posizione : 19°37′ N – 30°37′ W.

ORE 17:30

Ci viene a trovare un uccello fino a quasi toccare la barca : non è un gabbiano. E’ bianco, non tanto grande con una lunga coda bianca ed un becco arancione. Ci guarda dall’alto, ogni tanto si abbassa e ci sorvola da una parte all’altra. E’ curioso ma nello stesso tempo timido. Forse spera di mangiare qualche cosa. Chissà da dove viene e dove è diretto : è sicuramente un solitario d’alto mare.

Ecco, queste sono le cose che ti riempiono il cuore. Oramai ci siamo tuffati in una vita con scale di valori ben diversi da quelli a cui eravamo abituati. Qui, in alto mare, non si parla di soldi, di posizioni sociali o di abiti ; la vita assume, come per incanto, un aspetto semplice e primordiale, il volo di un uccello viene a colmarti di gioia come quando, una volta, tornavi a casa felice con in tasca un aumento di stipendio o una conquista sul lavoro. Sono solo due situazioni diverse di concepire la vita. In fondo a “casa” quelle erano le soddisfazioni che ti gratificavano ed era giusto così, qui , in mezzo al mare, manca poco che cerchi di chiacchierare con quel “Jhonathan” così elegante e, se solo potesse, con un mucchio di cose da raccontare.

Non stò certo sputando nel piatto in cui ho mangiato fino a ieri e che, comunque, quel piatto mi ha dato la possibilità di comperarmi una barca e di vivere la seconda parte della mia esistenza libero da impegni, libero con la testa, libero da tutto.

Ho pensato spesso, allora, alle parole del grande Bernard in un suo famoso libro quando, con un nodo alla gola diceva che l’uomo si sta trasformando in una macchina per fare soldi allo scopo di appagare falsi beni, falsi bisogni.

No, non voglio arrivare a questo ! Ci vorrà tempo e non so se ci riuscirò, ma lotterò per arrivare al punto di non essere più condizionato da niente, di vivere e pensare quello che voglio e di capire che ogni persona è libera di pensare e di agire come meglio crede ; senza più criticarci, senza più essere certi di essere il depositario della verità.

Tutti quanti hanno qualche cosa da dare e qualche cosa da prendere ; potrebbe sembrare scontato e retorico ma un conto è dirlo perché “è chiaro che sia così ” , un conto è arrivare ad avere quella pace interiore in cui è logico che sia così, senza bisogno di pensarlo.

E’ diverso, molto diverso.

Ciao Jhonathan, buon vento anche a te !

ORE 18:00

Anche loro sono venuti a trovarci : i delfini.

Sono tanti ed hanno circondato la barca come fanno di solito in gesto di amicizia. E’ sempre di buon auspicio, li salutiamo, ci salutano e ci lasciano con salti e spruzzi.

ORE 20:30

Cena in pozzetto a base di pasta al pomodoro e formaggio sardo.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

Oggi non abbiamo pescato niente ! Sono molto tranquillo ; l’equipaggio è responsabile ed attento. Riesco a riposare senza preoccupazione : è buon segno.

01 Dicembre

ORE 00:00

Vento sui 20/25 nodi.

Mare mosso e si rolla molto. Stiamo filando con solo la randa , ma tutta. Dio mio che rollio !

ORE 03:00

E’ calato un po’ il vento ma non il mare. Un cielo pieno di stelle e la luna illumina il mare e la nostra scia.

Prora per 270°.

Notte di turni regolari.

ORE 09:00

Colazione in pozzetto.

E’ calato un po’ anche il mare.

Accendo il motore per 2 ore e do una caricata alle batterie.

ORE 11:45

Contatto radio con Pierluigi, Ernesto , Ludo e “nonno Beppe” in navigazione verso il Brasile.

ORE 14:30

Punto nave tutti insieme intorno al tavolo da carteggio :

19°12′ N – 32°56′ W.

Pomeriggio tranquillo, tutti assorti nelle proprie faccende.

ORE 18:00

Il vento ha ripreso a soffiare sui 25 nodi. Insieme scrutiamo le carte e i portolani dei Caraibi.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

ORE 23:00

Passa un piccolo groppo, lascia cadere qualche goccia di pioggia per 10 minuti e scompare sulla nostra prua lasciandoci un tetto di stelle. “Nonna Elia” è cullata dal mare e l’aliseo è tiepido.

Nottata stupenda!

02 Dicembre

ORE 09:00

Te con biscotti e tutti in pozzetto.

ORE 11:45

Consueti contatti radio.

Dalle 12:30 alle 13:00

Tengo acceso il motore.

ORE 14:30

143 miglia percorse nelle 24 ore.

Posizione: 19°08′ N – 35°28′ W.

ORE 15:30

Finalmente un caldo tropicale!

Il morale è alto e decidiamo di dedicarci alla tintarella. Elena è distesa a prua, come su una spiaggia. Stefi è appoggiata sul balconcino dell’albero con il viso rivolto al sole, io ed Erica ci siamo trovati una posizione più o meno comoda a poppa, appoggiati al pulpito in qualche modo. I raggi UVA sono violenti sulla nostra pell.

E’ come se cercassi di catturare gli ultimi sprazzi di sole prima di tornare in città. E pensare che poi il sole lo avrò per 12 mesi l’anno!

La giornata passa così, tra uno svogliato sguardo di 360 gradi all’orizonte e un “come si stà bene oggi”. Manca solo un “Rum-punch” ed il cocktail sarebbe perfetto. E’ perfetto ugualmente!

ORE 20:30

– Ludo, Ludo mi copi ?

– Forte e chiaro, vieni avanti Fabio

– Siamo a metà !!

Siamo nel centro di questo sconfinato Oceano, “nonna Elia” fila a 6 nodi verso la meta. Fuori la bottiglia di Stefano e organizziamo un Brindisi con i fiocchi.

Abbiamo Percorso 1351 miglia; oggi è il 10° giorno di navigazione e oramai, da questo momento, incomincia il conto alla rovescia. Superare la barriera della “metà strada” mi da un senso di vittoria, è come se una meta intermedia fosse stata raggiunta.

Ricordo quando, con tutte le carte nautiche appese alla parete della stanza adibita a: “organizzazione viaggio” immaginavo cosa potesse rappresentare per me e la “nonna” galleggiare nel bel mezzo dell’Oceano, quali emozioni potessero invaderti e come sarebbe stato in quel momento il mio animo di capitano.

Ora sono qui, con il mio equipaggio, con in mano un bicchiere di spumante e posso asserire in tutta coscienza di essere sereno e tranquillo, sto per diventare una “persona di mare”, ben diverso che esse “un velista”.

Ore 21:00

Incominciano i turni in una notte tiepida e stellata con poco vento.

ORE 24:00

Erica ed Elena avvistano una barca a prua. Provo a chiamarla sul VHF, niente. Sarà quasi certamente una barca a vela come noi in viaggio verso i Caraibi e, probabilmente non stanno facendo il “giro di orizzonte” e non ci hanno visti anche se, per l’occasione, ho acceso la luce in testa d’albero.

03 Dicembre

ORE 00:30

Ancora la lucina bianca, piccola piccola quasi impercettibile stà svanendo sulla nostra sinistra. Tante stelle in un cielo pulito con un vento sui 20 nodi. Si rolla sempre molto.

Notte tranquilla tra un susseguirsi di turni regolari.

ORE 09:00

Colazione disordinata: ognuno si prepara qualche cosa e se lo porta nel suo angolo nel pozzetto.

Accendiamo il motore per un ora.

ORE 11:45

SSB : Pierluigi, Ernesto, Ludo ed altri comenoi.

Il pomeriggio trascorre ozioso in coperta ed in pozzetto. Si dormicchia sotto un sole che ormai scalda e, credo tutti, si incominci a desiderare una dormita in una baia tranquilla dei Caraibi con relativa barca immobile.

ORE 14:30

138 miglia nelle 24 ore

Posizione : 18°55′ N – 37°54′ W.

ORE 20:30

Cena superba a base di risotto con spinaci e patate al curry.

Constato che, per quanto riguarda l’alimentazione non ci possiamo proprio lamentare. Abbiamo tutti sempre voglia di cucinare con fantasia e nessuno di noi si è fermato davanti alla comodità dello scatolame. Certo che lo usiamo, ma per variare o colorare cibi più ricercati.

ORE 21:00

Il vento soffia da EST a 30 nodi e la nonna fila con punte di 8 nodi.

Grazie nonna !

Giornata passata all’insegna del ” non fare niente “.

Incominciano i turni.

04 Dicembre

Vento sui 25 nodi con mare mosso. Si rolla molto e ogni tanto la nonna straorza prepotentemente. Mustafà corregge e la riporta in rotta. Capita che anch’io, talvolta, dia un colpetto di timone.

ORE 02:55

– Stefi, andiamo a svegliare gli altri, è ora.

– OK Fabio.

La notte passa senza navi in vista tra pennichelle e giri di orizzonte.

ORE 08:30

Il vento è calato, il rollio no.

Si prospetta un’altra giornata calda e blu.

Colazione varia a scaglioni.

Accendo il motore per due ore.

ORE 14:00

Un evento ! Una barca a vela sulla nostra dritta. E’ molto più grande e veloce di noi : ci fila a prua e lentamente scompare sulla nostra sinistra. Va più a Sud di ” nonna Elia”.

ORE 14:30

139 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 18°53′ N 40°20′ W.

Un altro pomeriggio distesi a prendere il sole senza regolazioni o emozioni eclatanti. Quasi sempre, a metà pomeriggio, si intavola un discorso relativo a ” cosa cuciniamo questa sera “. E’ un discorso che non si liquida quasi mai in pochi minuti ma è un momento importante della giornata che ci tiene impegnati in discussioni serie ed incominciano con : ” cosa c’è che sta andando a male ?”. Ovviamente il credo è non buttare via niente. Quindi, in base a ciò che si sta deteriorando, alle nostre voglie ed al nostro umore, si costruisce il menù serale con la serietà di un signor ristorante.

Per questo abbiamo deciso : wurstel, crauti e purè.

ORE 20:30

Tutti a tavola !

ORE 21:00

Un groppone scuro ci insegue un po’ spostato a dritta : speriamo che ci sfiori per non rovinarci la cena in pozzetto. Passa senza conseguenze e svanisce a prua.

Incominciano i turni.

5 Dicembre

Notte fitta di stelle con poco vento. Si procede lentamente a vela.

Una barca a vela in poppa : deve essere Paolo del ” Brucaliffo “.

Più tardi, l’SSB, ci darà ragione : era lui. Ci incontreremo nei Caraibi.

Notte tranquilla e turni regolari.

ORE 09:00

Caffè, pane, marmellata e biscotti.

Abbiamo acceso il motore per un ora.

ORE 12:00

Suono di campanella.

E’ lui !! Un altro splendido dorado.

Ormai sono passati i tempi di quando eravamo pivelli ! In men che non si dica è già issato a poppa ed io sono pronto a ” colpire ”

Così fu.

ERICACONLAMPUGADecidiamo di sfilettarlo e con molta devozione in trenta minuti terminiamo l’opera. Erica in cucina ha già preparato la farina per impanare ed in padella l’olio frigge.

ORE 13:30

Filetti di dorado impanati e fritti : eccezionali.

Raramente si frigge in barca per due motivi principali :

1) l’0lio bollente rappresenta un grosso pericolo in navigazione.

2) L’odore di fritto è insopportabile ed impregna l’ambiente per tutta una giornata.

Eccezione : il poco vento ed il mare relativamente calmo fanno si che accettiamo il rischio e dell’odore…..chi se ne frega, per una volta !

ORE 14:30

128 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 18°39′ N – 42°35′ W .

Il pomeriggio passa tranquillo tra bagni di sole e secchiate per lavarci un po’. Il vento soffia, si fa per dire, a 10 nodi. Attendiamo il contatto radio, uno svago del pomeriggio.

ORE 18:45

Contatto radio : Pierluigi, Ludo e gli altri amici oceanici.

ORE 20:30

Cena : pasta al pomodoro con capperi di Favignana.

ORE 21:00

Incominciano i turni e tiriamo indietro l’orologio di un ora.

06 Dicembre

Il vento è quasi nullo e quel poco di direzione variabile. La vela sbatte un po’ e stò pensando di accendere il motore : aspettiamo ancora.

ORE 03:00

Il vento, eccolo frizzante a 15/20 nodi. Si riparte alla grande !

Nottata regolare, tiepida, con stelle e nuvole che vanno e vengono.

ORE 06:00

Una vela sulla nostra sinistra, chi sarà mai questa volta ? Sono indeciso se chiamare al VHF, decido di no.

ORE 08:30

Un groppo ! Arriva lentamente sulla nostra poppa, eccolo sopra di noi, il vento rinforza un po’ e non piove. Che strano. Nuvoloni scuri tutti intorno ma non lasciano neanche una goccia. Se ne va.

Mattinata con vento fresco e nuvole.

In Oceano i groppi si vedono arrivare da lontano, arrivano tutti da poppa, più veloci degli Alisei. Puoi capire quale direzione prendono, se ti sfiorano, se ti investono, se passano lontani. Talvolta ti sfiorano e si vede perfettamente la pioggia che dalle nuvole colpisce duramente la superficie del mare. Tutto è lì di fianco a te, lo vedi passare ma non ti tocca, a cento metri il finimondo e sopra di te niente.

ORE 10:45 / 12:45

Acceso il motore

In barca oggi ci sono quattro piccoli mondi, quattro piccoli individui assolutamente individualisti e poco socievoli. Ognuno è più che mai assorto nei propri pensieri e nelle proprie faccende personali. Tutti quanti abbiamo un comune desiderio : TERRA!

Mancano circa 1100 miglia. Da quando abbiamo ” girato la boa ” del centro del percorso, è come se fossimo diventati più insofferenti, è come se la voglia di arrivare sia diventata quasi un’esigenza. Resistiamo, ragazze ! Tra poco ci siamo.

ORE 14:30

129 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 18°25′ N – 44°51′ W .

ORE 17:00

Una vela alla nostra poppa ! E’ diretta più a Sud, probabilmente sta facendo l’ARC ( regata Oceanica in flottiglia ) ed è diretta verso l’isola di St. Lucia.

ORE 20:30

Cena in pozzetto : riso e prezzemolo.

ORE 21:00

Cominciano i turni e rinforza il vento sui 20/25 nodi.

07 Dicembre

ORE 00:00

“nonna Elia” ha tentato di strambare ma la ritenuta del boma lo ha fermato ; in ogni caso La barca avverte una frustata e vibra tutta. Riportata in rotta.

ORE 04:00

Il vento è calato sui 15 nodi ma è rimasta onda e si rolla come al solito. La notte è frizzante con un cielo coperto di stelle.

ORE 09:00

Questa mattina ci siamo goduti un’alba splendida con dei colori quasi irreali color pastello di svariate tonalità.

Il vento è calato ancora ed il mare è ora poco mosso. Colazione in pozzetto e…..pronti via per un’altra giornata : a presto, Antigua.!

Accendo il motore per due ore.

ORE 12:00

Sembrava una giornata stupenda ma eccolo che arriva, il groppo. Si avvicina di poppa…..ci ha colpiti ! Pioggia e raffiche sui 25 nodi.

ORE 14:30

123 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 18°06′ N – 46°59′ W.

Il morale è un po’ giù, è un continuo susseguirsi di groppi con pioggia e colpi di vento. Che palle ! Ma quando si arriva ?

ORE 15:00

Cala totalmente il vento e si rolla come dei disperati.

Accendiamo il motore e ci facciamo aiutare per un’oretta.

ORE 16:00

Un altro groppone con vento e pioggia : tutti in pozzetto muti e bagnati come pulcini. Per fortuna non fa freddo. La giornata passa così, tra noia e voglia di arrivare.

ORE 18:30

Contatto radio : come al solito.

ORE 18:45

Stavo parlando alla radio quando un colpo sordo mi ha fatto allungare il collo fino in pozzetto per avere da Elena, Erica e Stefi la conferma di una strambata ma che tutto, ora, è sotto controllo.

Elena è in piedi con il viso rivolto verso prua che controlla…….

– Fabio, si è spezzato il boma !! Mi dice con la solita calma che la contraddistingue.

….Qualche secondo di silenzio, il tempo di inforcare il microfono e dire a tutti gli amici in radi, l’accaduto, e di rimanere in linea casomai avessi bisogno. Mi precipito fuori. Nessuno aveva il coraggio di parlare ed il mio equipaggio mi guardava come se aspettasse da me un cenno rassicurante. OK ragazze, al lavoro. Volo in coperta per valutare una prima sommaria stima dei danni. La randa non sembra rotta, il boma si è troncato all’altezza della ritenuta e subito capisco che la causa è stata una strambata ed il mio errore di aver dimenticato il vang cazzato. E’ un groviglio di cime, scotte etc. Organizziamo una catena dall’interno della barca al sottoscritto in coperta e con la precisione e velocità di un’ equippe medica, mi passano tutti gli attrezzi che io richiedo : trapano a pile, pinze, cacciaviti, coltello,etc.

L’operazione è durata due ore, due ore di impegno, concentrazione e silenzio. Il tempo ci ha aiutato risparmiandoci colpi di vento e pioggia.

I due tronconi del boma sono ora saldamente legati alla battagliola e si procede con il solo yankie.

Dimenticavo: in questo periodo tutti per radio chiamavano pronti a darci una mano in vari modi ed Erica li rassicurava sull’andamento dei ” lavori ” . Il clima in barca era rilassato.

Ecco altre due conferme :

1) anche in una semplice passeggiata atlantica spinti dai favorevoli Alisei, come qualcuno dice, può succedere di tutto. Una semplice rottura di un boma sarebbe potuta diventare una situazione ben più critica se, per esempio, ci fosse stato mare grosso e vento forte e se l’equipaggio avesse reagito in modo differente.

2) ho un equipaggio favoloso, punto e basta.

ORE 20:45

La situazione si normalizza e si pensa a cenare anche se, ovviamente, l’argomento unico è ciò che è successo e come faremo ora senza boma. Come faremo ora senza boma ? Si andrà con solo lo yankie e speriamo di non dover bolinare !

Siamo tutti un po’ stanchi ma consci di aver affrontato un imprevisto con tranquillità e, direi, bravura.

In fondo sono gli incidenti che insegnano e fanno esperienza e se poi ciò avviene nel bel mezzo di un Oceano, entra in gioco anche un fattore psicologico dove è facile ingigantire una situazione ed è facile perdere il controllo su se stessi e sulle cose.Non è stato così per noi.

ORE 21:00

Incominciano i turni in una notte scura con il solo yankie che ci spinge.

08 Dicembre

ORE 00:00

Volevamo il vento ? Eccolo potente sui 35 nodi e raffiche violente.

Notte di groppi, pioggia e freddo !

ORE 04:00 / 08:30

Acceso / spento motore

ORE 09:00

Si calma ma siamo tutti umidi ed infreddoliti. Mangiucchiamo chi una cosa , chi l’altra e la mattinata passa così, silenziosa.

Devo dire che senza boma la barca sembra spoglia ma è molto comodo gironzolare in coperta, che strano che mi fa.

ORE 14:00

Contatto radio.

Tutti chiedono come va e come stiamo.

Stiamo benone e la “nonna” avanza ugualmente, rispondiamo.

Che bel clima di solidarietà!

ORE 14:30

115 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 17°53′ N – 48°57′ W.

ORE 15:00

Forse sta tornando l’Aliseo vero, sole e caldo e l’umore va alle stella.

ORE 19:00

Tutti in pozzetto a godersi il tramonto dopo aver trascorso una giornata estiva e spinti da un Aliseo potente e regolare.

ORE 19:20

Mettiamo su l’acqua per la pasta : pasta tonno e pomodoro con insalatona di cavolo.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

09 Dicembre

ORE 00:00

Notte di stelle e vento sui 25 nodi.

ORE 08:30 / 11:30

Acceso / spento motore

ORE 11:45

Contatto radio.

Interviene un certo Franco da Trinidad e, saputo della nostra rottura del boma, mi fa da ponte con Valeria del ” Carpe Diem” che in quel momento si trova ad Antigua e in pochi minuti mi passano un nominativo, ad Antigua, ovviamente, dove potermi recare per le relative riparazioni.

E’ stato il primo assaggio con la gente che vive in barca nei Caraibi e già ho avuto modo di constatare quanto fossero solidali e pronti ad aiutarsi tra di loro.

Tra poco ci sarò anch’io a far parte del ” popolo del vento “.

ORE 14:30

113 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 17°37′ N – 50°57′ W.

Giornata calda e rilassata. Ognuno nel proprio angolino di privacy a godersi il sole, il mare….e Antigua sempre più vicina.

ORE 16:30

– Uno strattone alla lenza ! Dice Elena che si trovava nei paraggi.

Corriamo tutti a poppa e ricominciamo ad avvolgere la lenza. Caspita come tira ! Quando ormai è vicino alla barca ci accorgiamo di aver preso un barracuda di un metro. Che emozione ! E’ il primo che vedo così da vicino. E’ ormai sulla poppa e lo “finiamo” a colpi di manovella di winch sulla testa. Pulito, fatto a tranci e scaraventato in pentola a pressione.

ORE 19:30

Cena in pozzetto: barracuda lesso con patate. Splendido !

ORE 21:00

Incominciano i turni.

10 Dicembre

ORE 00:00

Vento 25 nodi da Est, stelle, cambio di turno : fuori Stefi e Fabio.

ORE 03:00

Il vento cala sui 15 nodi, la notte è tiepida e ci sono sempre tante stelle.

ORE 08:30

Pigri nel pozzetto a fare colazione.

Accendiamo il motore per quasi due ore

ORE 12:15

Pieno di gasolio con taniche.

Giornata calmissima.

ORE 14:30

109 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 17°24′ N – 52°51′ W.

ORE 14:31

L’equipaggio esulta e festeggia : Elena ha spedito finalmente un ” fax ” ! Stava aspettando questo momento da una settimana.

( nel nostro gergo “fax” significa andare in bagno )

ORE 16:00

Fuori fa ancora un caldo insopportabile.

ORE 20:00

Cena in pozzetto : pasta con sugo pomodoro panna e rosmarino. ( cuoca Elena ). Complimenti!

ORE 20:15

Non si può neanche mangiare in pace : groppo in vista. Tutti sottocoperta di corsa con il proprio piatto : che caldo.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

11 Dicembre

ORE 00:00

Sta calando tutto

ORE 03:00

Notte con stelle, senza vento, mare quasi calmo. Accendiamo il motore e continuiamo con il pilota automatico. Fa quasi caldo.

ORE 03:30

Nave a poppa! In un’ora si allontana a prua in direzione dei Caraibi del Sud.

ORE 08:00

Ancora niente vento. Ma cosa succede ? Arriviamo ad Antigua a motore ?

ORE 12:00

Pieno gasolio con taniche.

ORE 14:30

125 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 17°22′ N – 55°02′ W.

Giornata caldissima al limite della sopportazione: siamo cotti ! Non c’è un alito di vento, sembra di essere in agosto nel Mediterraneo davanti ad Imperia. Ozio.

ORE 21:00

Tutti a cena in pozzetto, aglio, olio e peperoncino, Serata stupenda.

Turni. ( tirato in dietro l’orologio di un ora ).

12 Dicembre

ORE 00:00

Notte tranquilla piena di stelle cadenti.

ORE 03:00

E’ arrivato un filo di vento. Da NORD ? Cosa succede ? Abbiamo aperto lo yankie. Ora svegliamo Elena ed Erica, tocca a loro.

ORE 08:30

Colazione

ORE 09:00

Incredibile. Stiamo bolinando con un ‘onda lunga da nord.

ORE 10:30

Calato ancora il vento. Cielo grigio e pioggia : tutti in dinette a morire dal caldo…ma Antigua è ormai vicina.

ORE 11:30

Il vento ! Caspita! 25/30 nodi di bolina.

Accendo il motore per un’oretta.

ORE 14:30

126 miglia nelle 24 ore.

Posizione : 17°09′ N – 57°13’ W.

ORE 15:00

Pomeriggio di vento sui 25 nodi di bolina. Pioggia e noia.

ORE 17:30

Ceniamo presto tutti in pozzetto circondati da groppi scuri. Si beccheggia, si rolla, non si sta tanto bene. Speriamo in una notte più tranquilla. Riso scolato.

ORE 21:00

Iniziano i turni.

13 Dicembre

ORE 00:00

Stellata stupenda! Il vento è sempre da Nord sui 20 nodi.

ORE 03:00

Incredibile! Ludovico sulla nostra dritta: siamo di nuovo attaccati e il morale si alza.

ORE 07:45

Contatto radio con Ludovico.

Siamo uno di fianco all’altro. Si prospetta una giornata di sole e poco vento….non importa, abbiamo gasolio e la meta è vicina.

ORE 12:00

Riempito serbatoio con taniche ( gasolio ).

Caldo cocente, tutti in coperta a bagnarci con acqua di mare.

ORE 13:30

Frittata con spinaci e cipolle, buonissima.

ORE 14:30

149 miglia nelle 24 ore .

Posizione : 17°09′ N – 59°50′ W.

110 miglia alla meta !!

Pomeriggio ozioso, non fa il caldo torrido che ci si aspettava, si sta bene.

ORE 20:30

Cena con patate lesse, fagiolini e wurstel.

ORE 21:00

Incominciano i turni.

14 Dicembre

ORE 00:00

Notte tranquilla con poco vento.

ORE 02:00

Due aloni di luce all’orizzonte ! Sono le isole di Antigua e Guadaloupe e siamo a 53,7 miglia.

Ludovico sulla nostra sinistra è a 1 miglio.

Non ci sono stelle e non piove.

ORE 05:00

Il bagliore di Antigua ben definito sulla nostra prua e Guadaloupe sulla nostra sinistra.

Mancano 38,5 miglia.

ORE 06:00

Elena ed Erica si accingono ad incominciare il loro ultimo turno di tre ore in Oceano Atlantico.

ORE 09:30 ( ORE 05:30 locali )

Sono chiare le luci della costa di Antigua : 15,6 miglia.

ORE 10:00

Alba : siamo a 300 metri da Ludovico! Siamo partiti insieme ed arriviamo insieme.

Accendiamo la radio e ci dà il buon giorno Ernesto che in diretta ci seguirà fino all’entrata della mitica ENGLISH HARBOUR.

Non so più dove guardare, se davanti, se dietro, se il cielo, se Ludovico. Quasi ci siamo.

ORE 12:00

Siamo davanti all’imboccatura del fiordo di English Harbour, sono al timone seduto di fianco a mia nonna Elia ……l’emozione è grande.

Elena, Erica e Stefi sono sparpagliate in coperta a godere anche loro di questo momento magico : ce l’abbiamo fatta!

ORE 12:40 ( ORE 08:40 locali )

Siamo ormeggiati alla Marina di Enlish Harbour di fianco al “Mareva” di Ludovico.

Per me questo significa tanto. E’ la realizzazione della mia impresa personale tanto sognata e raggiunta. Mi sento in pace con me stesso, sereno e marinaio.

Questi 21 GIORNI, 22 ORE, 15 MINUTI rimarranno impressi nella mia mente per tutta la vita.

Elena, Erica, Stefi, sarei pronto a ripartire domani con voi per qualunque destinazione e mi auguro tanto che anche a voi, come a me, questa esperienza vi lasci qualche cosa ; forse ancora non lo sappiamo ma abbiamo fatto una cosa grande.